Pasqua in Puglia tra riti religiosi e folklore

Pasqua in Puglia tra riti religiosi e folklore

Pasqua in Puglia tra riti religiosi e folklore

La Pasqua in Puglia è ricca di eventi e celebrazioni da secoli punto di riferimento per la collettività.

La Puglia è una regione da sempre legata alle tradizioni religiose e ai riti in cui il sacro si mescola al profano e gli aspetti più strettamente legati alla cultura e alla religione si legano indissolubilmente alle tradizioni folkloristiche e culinarie. In questo viaggio tra sacro e profano il territorio pugliese è un protagonista assoluto. il patrimonio storico, architettonico e paesaggistico pugliese fa infatti da meraviglioso sfondo con cattedrali, viottoli, centri storici e castelli rendendo ancora più scenografici e suggestivi i riti della tradizione.

Pasqua in Puglia

La Settimana Santa diventa pertanto un’ occasione suggestiva per visitare la Puglia e godere delle sue bellezze, delle sue tradizioni e della sua cucina tipica.

In questo tour virtuale che proponiamo non possiamo non partire dalla capitale dei Trulli, Alberobello dove da ben trentatré anni il venerdì santo si svolge la Passione Vivente. 

La rappresentazione, che conta più di duecento figuranti, si svolge tra i trulli, i muri ed i vicoli del centro e rievoca la Passione di Cristo.

Va in scena ancora a Bisceglie il Venerdì Santo, a passione di Cristo con il suggestivo ultimo incontro tra Gesù che attende di essere crocifisso e Maria. madre e figlio si incontrano, si scambiano un ultimo bacio e poi proseguono il loro percorso separatamente verso i vari i Sepolcri allestiti nella chiese cittadine. 

Pasqua in PugliaA Francavilla Fontana con il Giovedì, dopo la celebrazione della Santa Messa, inizia il pellegrinaggio verso i Sepolcri dei confratelli della Chiesa del Carmine chiamati “Pappamusci” che, vestiti solo, con un camice e con il capo coperto da un cappuccio e a piedi scalzi. I frati si aggirano per le strade intonando canti e preghiere per tutta la notte e fino al giorni dopo, Venerdì santo quando avranno poi inizio le celebrazioni per la Passione di Cristo.

Anche Troia ha il suo rito penitenziale in cui cinque devoti dal volto coperto si dirigono al Sepolcro caricati da una pesantissima croce strisciando ai piedi nudi e con le caviglie impedite da catene e ferraglie; rito che si ripete anche a Noicattaro dove i devoti oltre a procedere con i piedi nudi legati con la “catena della disciplina” indossano anche una corona di spine.

A Taranto, il Venerdì Santo, si svolge una processione della durata di 15 ore chiamata la Processione dei Misteri. L’abito di rito dei confratelli è composto dal camice bianco, una cinta nera, il rosario, lo scapolare (simbolo distintivo dei devoti della Vergine del Carmine), la mozzetta di color crema, il cappello nero bordato di azzurro calato sulle spalle e il cappuccio bianco calato sul volto. Tutti i confratelli in abito di rito camminano rigorosamente scalzi.

Ed i riti proseguono fino ad arrivare al Salento dove a Gallipoli nella notte del sabato notte si celebra la processione di Maria Desolata. Gli incappucciati con il saio e il cappuccio bianco, una mozzetta giallo paglierino e il cingolo rosso precedono le statue del Cristo Morto e di Maria desolata, che procede tutta la notte fino alle tre del mattino con l’ultimo saluto di Maria al figlio morto. Sempre l’Addolorata è protagonista della processione a Martano.

Infine a Lecce la tradizione ci porta a Lecce alla processione del Muro Leccese. La processione prende il via a Piazza del Popolo per poi attraversare le strade più importanti della città.

 

 

 


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